Giustizia, inaugurazione Anno giudiziario | SG Ratti: “Senza persone, regole e stabilità non c’è servizio”

All’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026 Confintesa FP, attraverso le parole del suo Segretario Generale Claudia Ratti, porta una posizione chiara e strutturata: la riforma della Giustizia non può prescindere dall’organizzazione, dal riconoscimento delle professionalità e dalla tutela di chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli uffici. Dalla valorizzazione delle carriere alle stabilizzazioni, dalla trasparenza degli incarichi al benessere lavorativo, il sindacato indica una direzione concreta: prima le persone, poi i processi, poi la tecnologia

In occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026, Confintesa FP ha scelto di far sentire la propria voce in un momento che non rappresenta un semplice rito formale, ma un passaggio essenziale di verità per il sistema Giustizia. È qui, infatti, che emergono con chiarezza i nodi irrisolti dell’organizzazione giudiziaria, le criticità strutturali e le scelte che non possono più essere rinviate.

Per Confintesa FP, parlare di Giustizia significa andare oltre il piano delle decisioni giurisdizionali e affrontare il tema dell’organizzazione che rende quelle decisioni possibili. Uffici fragili, ruoli confusi e responsabilità non riconosciute producono inevitabilmente rallentamenti, inefficienze e una progressiva perdita di fiducia da parte dei cittadini. È per questo che la modernizzazione non può essere misurata dalle dichiarazioni di principio, ma dalle condizioni concrete in cui il personale è chiamato a svolgere il proprio lavoro.

Negli ultimi anni il sistema ha attraversato riforme, transizioni digitali e un aumento costante dei carichi di lavoro. Tuttavia, a fronte di richieste sempre più gravose, non si è costruito un sistema altrettanto solido di riconoscimenti, strumenti e certezze organizzative. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: professionalità qualificate che scelgono altre amministrazioni, non per disaffezione verso la Giustizia, ma per la mancanza di prospettive, chiarezza e valorizzazione.

Uno dei nodi centrali evidenziati da Confintesa FP riguarda l’Area delle Elevate Professionalità. Nata per colmare una distanza storica, questa area non si è mai tradotta in una carriera reale. Esistono figure che coordinano, pianificano e gestiscono processi e personale, svolgendo di fatto funzioni di vice-dirigenza, senza però un riconoscimento normativo e organizzativo adeguato. Per il sindacato è indispensabile introdurre criteri nazionali, selezioni comparative trasparenti e obiettivi verificabili, superando una frattura che genera frustrazione e indebolisce l’intera macchina amministrativa.

Altro punto cruciale è la trasparenza degli incarichi. Confintesa FP chiede che ogni posizione di responsabilità, ogni coordinamento e ogni incarico dirigenziale sia assegnato esclusivamente attraverso procedure pubbliche, leggibili e verificabili. Avvisi obbligatori, criteri noti, pubblicazione degli esiti, durata limitata e verifiche sugli obiettivi non sono un aggravio burocratico, ma la condizione minima per garantire autorevolezza, rispetto e fiducia all’interno dell’amministrazione.

Il sindacato ha inoltre denunciato con forza la confusione tra funzione giurisdizionale e funzione amministrativa. La Giustizia funziona solo se i magistrati possono concentrarsi pienamente sull’attività giurisdizionale e se la gestione organizzativa è affidata al personale amministrativo, con responsabilità chiare e tracciabili. Episodi recenti dimostrano come l’assenza di confini netti produca arbitrio, conflitti e un indebolimento dell’immagine stessa delle istituzioni.

Gravissimo resta il tema del blocco delle carriere. Progressioni verticali e orizzontali tardive o inesistenti logorano il senso di appartenenza e la dignità professionale di lavoratrici e lavoratori che da anni svolgono mansioni superiori senza riconoscimento. La paralisi colpisce tutte le figure dell’amministrazione giudiziaria, dai profili tecnici ai cancellieri esperti, proprio mentre il sistema richiede competenze sempre più elevate in ambito digitale, statistico e organizzativo. Per Confintesa FP la strada è una sola: procedure nazionali, criteri trasparenti, valorizzazione dell’esperienza e aggiornamento delle declaratorie professionali alla realtà attuale.

Sul fronte delle stabilizzazioni, il messaggio è altrettanto netto: “non uno in meno” non è uno slogan, ma una scelta di tenuta del servizio. Migliaia di lavoratori a tempo determinato garantiscono oggi l’operatività quotidiana degli uffici e l’abbattimento dell’arretrato. Disperdere queste competenze significherebbe compromettere la continuità del servizio pubblico. Confintesa FP chiede tempi certi per le stabilizzazioni, proroghe per evitare vuoti improvvisi e attenzione alla dimensione umana, a partire dalla mobilità e dai ricongiungimenti familiari.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi della valutazione, del salario accessorio e delle risorse finanziarie. Una valutazione percepita come arbitraria demoralizza; una valutazione chiara e costruita in contrattazione può invece diventare uno strumento di crescita. Per rafforzare il Fondo Risorse Decentrate, Confintesa FP propone l’utilizzo di nuove fonti di finanziamento e una revisione radicale della Cassa Mutua, oltre all’introduzione dell’indennità di sede disagiata per il personale amministrativo.

Infine, il nostro sindacato ha denunciato il forte divario di welfare rispetto ad altre Pubbliche Amministrazioni e ha avanzato proposte concrete per rendere il Ministero attrattivo anche per i giovani: smart working come diritto, settimana corta su base volontaria, investimenti urgenti in sicurezza e edilizia giudiziaria.

La conclusione del Segretario Generale Claudia Ratti richiama il senso profondo dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario: scegliere una direzione. Per Confintesa FP la direzione è chiara e verificabile: prima le persone, poi l’organizzazione, poi la tecnologia. La vera riforma della Giustizia non si fa contro chi la sostiene ogni giorno, ma con chi la rende possibile, nel segno della tenacia, del rispetto e delle regole uguali per tutti.

LEGGI L’INTERVENTO INTEGRALE DEL SG CLAUDIA RATTI: RELAZIONE INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO 2026

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