I precari della giustizia meritano soluzioni normative, non slogan

In vista dello sciopero del 16 settembre, proclamato da un’organizzazione sindacale che ha scelto per ragioni politiche di non sottoscrivere il CCNL Funzioni Centrali, Confintesa FP ritiene necessario chiarire la propria posizione. Quella scelta ha comportato l’automatica esclusione dai tavoli negoziali, e oggi la loro azione si riduce a una protesta esterna, priva della possibilità di incidere realmente sui processi decisionali.
La questione del precariato nella giustizia non può essere affrontata a colpi di slogan o di mobilitazioni episodiche. Lo dimostrano gli atti concreti che Confintesa FP ha intrapreso negli anni, con note formali, convegni e diffide trasmesse al Ministero della Giustizia, con richieste precise e circostanziate: dalla salvaguardia del personale PNRR la cui scadenza contrattuale è già fissata per giugno 2026 alla stabilizzazione dei 427 operatori a tempo determinato e part-time. In più occasioni abbiamo ribadito che la perdita di questo patrimonio di professionalità significherebbe paralizzare gli uffici giudiziari, disperdere risorse formate e aggravare ulteriormente l’arretrato.
L’Associazione Nazionale Magistrati ha recentemente espresso solidarietà ai lavoratori precari. È un segnale importante, che testimonia quanto il loro contributo sia ritenuto indispensabile anche da chi opera sul fronte della giurisdizione. Ma è bene ricordare che l’ANM rappresenta una corrente ben precisa, politicamente collocata e oggi non al potere.
Si tratta dunque di un pronunciamento significativo sul piano politico-mediatico, ma non risolutivo sul piano istituzionale: le decisioni rimangono in capo al Governo e al Parlamento.
Confintesa FP, firmataria del CCNL e parte attiva dei tavoli negoziali, continuerà a lavorare nelle sedi istituzionali competenti, presentando proposte concrete e soluzioni percorribili.
Non mettiamo “bastoni tra le ruote” a nessuno, ma non alimentiamo illusioni. La responsabilità di un sindacato non è cavalcare la rabbia, ma costruire percorsi normativi chiari e risultati duraturi.
La posizione di Confintesa FP è semplice e trasparente: tutti devono avere diritto alla stabilizzazione.
Per coloro che non potranno essere immediatamente stabilizzati, chiediamo la proroga dei contratti fino a quando non verranno reperite le risorse necessarie per l’assorbimento integrale.
Pretendiamo inoltre che sia predisposta una graduatoria aperta, che consenta lo scorrimento completo e progressivo di tutti i lavoratori, attraverso una revisione delle piante organiche capace di assorbire l’intero contingente.
Chiederemo che venga convocato con urgenza un confronto con le sigle firmatarie del Contratto, per definire criteri, numeri e modalità della stabilizzazione.
Non accetteremo che la macchina della giustizia perda figure professionali formate e indispensabili.
La stabilizzazione dei precari non è un costo da tagliare, ma un investimento in efficienza, coesione e credibilità istituzionale. Confintesa FP non smetterà di battersi finché questo principio non sarà tradotto in legge.

Torna in alto