Proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti del Ministero della Giustizia- Tribunale dei Minorenni di Caltanissetta. Richiesta di attivazione delle procedure di conciliazione.

La scrivente O.S. vuole rappresentare le problematiche dei dipendenti che prestano servizio al Tribunale dei Minorenni di Caltanissetta, problematiche già inutilmente declinate in precedenti comunicazioni al Superiore Ministero.

Si ribadisce che il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta è al collasso da quando a fronte di un ampliamento delle competenze dell’ufficio, divenuto (con la normativa del 2018) giudice tutelare per i Minori Stranieri Non Accompagnati, non è corrisposto alcun incremento di personale.

È necessario, per avere un minimo di contezza della realtà, riportare qualche dato numerico: 1800 procedimenti civili pendenti all’anno, 900 provvedimenti eseguiti ogni tre mesi, 300 iscrizioni tutele per MSNA… ed ancora: nei primi mesi del 2021 la sola sezione g.i.p./g.u.p. registra un carico di 375 nuove iscrizioni, sul ruolo g.u.p. la fissazione delle prime udienze è coperto fino al mese di marzo dell’anno 2022!

Nonostante il progressivo aumento delle pendenze non si è mai provveduto ad adeguare la pianta organica ai reali carichi di lavoro ed i dipendenti in servizio, ridotti ai minimi termini, con un semplice giorno di assenza paralizzano le attività di tutto l’ufficio giudiziario, si aggiunga che, avvicinandosi le ferie estive, si ha difficoltà a pensare di poterne usufruirne. Situazione aggravata da progressivi, inevitabili, pensionamenti.

È del tutto evidente che si fa eccessivo affidamento sullo spirito di servizio dei colleghi, sulla loro abnegazione, che a costo zero e con pochi mezzi, si fanno carico di colmare le lacune dell’Amministrazione.

La scrivente O.S. ha chiesto da tempo al Ministero un intervento fattivo e risolutivo per fronteggiare una situazione divenuta insostenibile non potendo sopportare che 15 persone, di fatto 6, reggano il peso di un intero Ufficio Giudiziario, ma non ha ricevuto alcun riscontro.

Per i suddetti motivi la scrivente O.S. dichiara lo stato di agitazione dei dipendenti del Ministero della Giustizia, in servizio presso il tribunale dei Minorenni di Caltanissetta e l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione ai sensi dell’art.2 comma 2 della legge 146/1990, come modificata dalla legge 83/2000, riservandosi la proclamazione dello sciopero che riguarderà anche ogni prestazione straordinaria lavorativa aggiuntiva (prestazione lavoro straordinario).

Cordiali Saluti.

Segretario Provinciale 

Rita Insalaco

Prot. 98 stato di agitazione tribunale minori CALTANISETTA 

LA GIUSTIZIA CHIUDE PER FERIE

Passano gli anni, le estati, i Direttori generali ma non le cattive abitudini, ed è così che è stato diffuso l’ennesimo provvedimento (a nostro parere illegittimo), che dispone la chiusura della DGSIA, dei CISIA e dei presidi (ovvero gli uffici informatici del Ministero della Giustizia) obbligando i dipendenti a usufruire delle ferie dal 09 al 22 agosto senza alcuna possibilità di concordarle.

Nel provvedimento si richiama anche il CCNL che il Direttore Generale Reggente ha violato palesemente applicando esclusivamente le norme in favore dell’Amministrazione, disapplicando le altre a tutela del personale! Iniquo ma vero.

Da quale norma si evince la potestà dell’Amministrazione di obbligare il dipendente ad usufruire delle ferie in un periodo prestabilito e di chiudere gli uffici pubblici per 15 giorni? Come viene applicato l’art. 28, comma 9 CCNL Comparto Funzioni Centrali che consente di fruire delle ferie “in periodi compatibili con le esigenze di servizio, tenuto conto delle richieste del dipendente”? E poi ancora … perché ordinare al personale di inserire i giorni di ferie non concordati già decisi nel provvedimento invece di far assumere la responsabilità/decisione ad ogni dirigente?

La nostra O.S. ha scritto all’Amministrazione chiedendo:

  1. Di conoscere la normativa che intende applicare posto che, a nostra conoscenza, l’accordo sulle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali del 2005 vige in caso di sciopero (e non di “chiusura uffici per ferie”).
  2. Di revocare immediatamente il provvedimento del 27/05/2021 ritenendo non poter costringere tutti i lavoratori a usufruire delle ferie dal 9 al 22 agosto, applicando il CCNL vigente dando la possibilità di scegliere “almeno due settimane continuative nel periodo 1° giugno – 30 settembre” di ferie.
  3. Di conoscere il regime contrattuale che si andrebbe ad applicare nel caso in cui vi fosse la necessità di rientrare in ufficio per malfunzionamenti dei sistemi.

Di tutta risposta è stata trasmessa ai dirigenti (non al personale) altra comunicazione (“ad integrazione e migliore specificazione”) nella quale si evidenzia che “la programmazione delle ferie estive, nel rispetto degli istituti contrattuali, deve tener conto della necessità di coprire i servizi essenziali garantendo la continuità degli stessi”, ed ancora … “al fine di consentire la piena fruizione delle ferie al personale assegnato a Dgsia e ai Cisia, ma al contempo per programmare le necessità relative alla continuità dei servizi si chiede pertanto, a modifica della nota citata in oggetto, di invitare il personale a programmare il periodo delle ferie estive, in modo a garantire l’adeguata turnazione e l’operatività degli Uffici e dei servizi”.

La giustizia riapre per ferie? Non si è capito perché ci sembra un lungo giro di parole per non perdere la faccia revocando, sostanzialmente, un provvedimento chiaramente illegittimo.

Un po’ di umiltà non guasterebbe ma questi sono i rischi che si corrono quando si mischiano le professionalità, il principio della divisione dei poteri non è un’offesa perché nessuna categoria, finora, gode dell’onnipotenza.

Segretario Generale
(Claudia Ratti)

FLASH 2021 N 15 DGSIA CHIUSA PER FERIE FORZATE

contestazione chiusura DGSIA

 

LE NOSTRE OSSERVAZIONI SU…

Roma, 9 giugno ’21 prot. 56

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione
Renato Brunetta

Al Ministro della Giustizia
Marta Cartabia

 

Oggetto: osservazioni sul piano di assunzione di 16.500 laureati per l’ufficio del processo, 5.410 figure di supporto tecnico informatico nel Ministero della Giustizia, di dirigenti e previsione dell’area alte professionalità.

“Ufficio del processo”

Leggiamo della previsione di un concorso per assumere, nel cosiddetto “ufficio del processo”, 16.500 laureati in legge, economia e commercio e scienze politiche da affiancare al giudice per un supporto nelle attività preparatorie del giudizio e per velocizzare la redazione dei provvedimenti. A loro si affiderebbe il “compito di collaborare allo studio della controversia e della giurisprudenza pertinente, di predisporre le bozze di provvedimenti, di collaborare alla raccolta della prova dichiarativa nel processo civile”. In particolare, il piano prevede il rafforzamento “dello staff del magistrato con professionalità in grado di collaborare in tutte le attività collaterali al giudicare (ricerca, studio, monitoraggio, gestione del ruolo, preparazione di bozze di provvedimenti)”.

Si tratterebbe di un lavoro a contratto determinato a conclusione del quale l’amministrazione potrà rilasciare un’attestazione di “lodevole servizio” nel caso in cui il dipendente avrà svolto il triennio di occupazione sempre nello stesso ufficio. Attestazione che, secondo il Recovery Plan, potrebbe essere “spesa” nelle successive procedure di selezione per il personale a tempo indeterminato quale titolo di preferenza a parità di merito nei concorsi indetti dal Ministero della Giustizia o da altre amministrazioni dello Stato o come titolo per l’accesso al concorso per magistrato ordinario.

Fatti due conti prevediamo che si vadano a perpetrare gli errori del passato ricreando sacche di precariato (vedasi i giudici onorari, i viceprocuratori onorari, i got), continuando ad alimentare nelle nuove generazioni incertezze sul futuro.

Non solo, è previsto che i nuovi assunti saranno affiancati e di supporto ai magistrati.

La domanda sorge spontanea: il supporto al personale non magistratuale è previsto?

Perché così impostata è evidente che ci si dimentica, ancora una volta, del fondamentale supporto alla giurisdizione e del ruolo di tutto il personale non magistratuale (dall’ausiliario al dirigente), ciascuno con propri compiti e funzioni ma tutti indispensabili. Compiti e funzioni che trovano origine dai codici di procedura civile e penale che portano a domandarci: chi esegue i provvedimenti dei magistrati?

Non certo (salvo modifiche normative) gli addetti all’Ufficio del processo.

Migliaia sono le sentenze irrevocabili che attendono di essere messe in esecuzione, i condannati che risultano incensurati in quanto nessuno inserisce nel casellario la sentenza irrevocabile, o che risultano assolti in quanto nessuno dichiara l’irrevocabilità della sentenza ed elimina dal sistema la pendenza, con conseguenze ai fini del rilascio del passaporto o anche per la partecipazione ad un concorso o per l’assunzione in un’azienda. Ed ancora pene pecuniarie, spese processuali anticipate dall’erario (dunque da tutti i contribuenti) che attendono di essere recuperate, restituzione di beni aziendali, confische, demolizioni da inviare per l’esecuzione…ecc. ecc.

Sul civile oltre alla verbalizzazione, il cancelliere ha una serie di altre competenze: il rilascio di copie ed estratti autentici dei documenti prodotti, l’iscrizione a ruolo della causa, la verifica della corresponsione del contributo unificato prescritto, la formazione del fascicolo d’ufficio e, nel processo civile, la conservazione dei fascicoli di parte, le comunicazioni e notificazioni prescritte dalla legge o dal giudice, ivi compresa la comunicazione alle parti dei provvedimenti del giudice, la pubblicazione della sentenza e gli adempimenti connessi, come la trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari delle sentenze implicanti trasferimenti di proprietà immobiliare o iscrizioni di ipoteche giudiziali…

Vi sono poi una serie di funzioni amministrative svolte dalla cancelleria non come ufficio ausiliario del giudice, ma come articolazione locale del Ministero della Giustizia: redazione di atti notori , ricezione di giuramenti su perizie stragiudiziali  e su traduzioni di atti e documenti, rilascio di copie autentiche di documenti e autenticazione di sottoscrizioni, tenuta del registro pubblico dei privilegi speciali, rinunzie alle eredità, accettazioni delle eredità con beneficio d’inventario, redazione dei relativi inventari, recupero dei crediti dello Stato nati nel corso dei procedimenti giudiziari, custodia dei corpi di reato, rilascio di certificazioni ecc.

L’elenco potrebbe essere ancora lungo ma inutile, perché tutti gli addetti del mestiere lo conoscono molto bene, a questo punto qualche altra domanda sorge spontanea:

  • Si pensa veramente che per fare una riforma della giustizia effettiva ed efficiente occorre assumere a tempo determinato 16 mila laureati che supportano i magistrati nell’emettere sentenze, ordinanze o decreti che potrebbero rimanere lettera morta in quanto manca il personale di cancelleria? Che senso ha supportare in modo massiccio lo “staff dei giudici” se poi non funziona lo “staff delle cancellerie”? Certo non per colpa del personale in servizio!
  • Si pensa, per caso, di attribuire delle funzioni anche agli addetti all’ufficio del processo, nella solita ottica del “tutti fanno tutto” che, in un bell’italiano, chiamiamo “interfungibilità delle funzioni”?
  • Leggiamo che “il trattamento economico è quello previsto per l’Area III” ma al personale della seconda area che attende da anni il passaggio nella terza area possiamo consigliare di arrendersi o, potendo, di cambiare amministrazione abbandonando la matrigna giustizia?
  • Si assume del personale da inserire nello staff dei giudici, il cui lavoro sarà organizzato dai magistrati, quale sarà il coordinamento con il personale delle cancellerie?
  • Che ruolo avranno in tutto questo i dirigenti amministrativi? La doppia dirigenza colpisce ancora o forse no perché, in realtà, la dirigenza è unica e non è certo del personale amministrativo!
  • Ed infine (non per importanza), perché non stanziare delle risorse per consentire al personale interno (disponibile a farlo) di protrarre il proprio orario di lavoro smaltendo l’arretrato? Confintesa FP da un decennio (cfr. all.1) ha proposto ai vari Governi succedutisi nel tempo di istituire l’“indennità per il miglioramento dell’efficienza organizzativa”, già prevista per il personale del Consiglio di Stato e TAR, e giustificata nel seguente modo: “In considerazione della situazione di particolare criticità della giustizia amministrativa, come descritto in premessa , a causa della insufficienza della dotazione organica del personale amministrativo della giustizia amministrativa e delle consistenti vacanze in organico, che costituiscono ostacolo ad ogni processo di riorganizzazione delle strutture nonché rendono di difficile gestione i processi lavorativi istituzionali, anche a fronte delle notevoli complessità che i recenti interventi normativi (da ultimo il codice del processo amministrativo d.lgs.104/2010) comportano sull’organizzazione nella sua interezza, si rende necessario ed opportuno utilizzare strumenti contrattuali diretti a stimolare una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei dipendenti che garantisca in chiave ottimale lo standard dei servizi pubblici affidati alla giustizia amministrativa. In tale ottica è stata istituita per l’anno 2011 l’indennità per il miglioramento dell’efficienza organizzativa, delineata con l’Ipotesi di contratto collettivo integrativo”.

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“5.410 figure di supporto tecnico informatico”

Confintesa FP sostiene, da molti anni, che la DGSIA ed i CISIA (dorsale informatica del Ministero della Giustizia) debbano essere rinnovati, procedendo ad una rivisitazione dei profili informatici, alla previsione di nuovi profili (più bassi degli esistenti), all’assunzione di personale specializzato eliminando o, quanto

meno dimensionando fortemente, il ricorso a Società esterne riportando nell’alveo del personale del Ministero della Giustizia i lavoratori che da anni sono al servizio di società esterne.

Abbiamo idea dell’importo dei contratti che, ogni anno da molti anni, il Ministero della Giustizia paga per l’assistenza dei sistemi informativi? Circa 49 milioni di euro!

Con molto meno si potrebbero assumere a tempo indeterminato dei giovani (o forse non più tali) “assistenti informatici” (figura da prevedere) con esperienza nel settore e riservare, eventualmente, ad appalti esterni la gestione altamente specializzata dei sistemi.

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“Assunzione di dirigenti”

Condivisa la previsione della possibilità di accesso alla dirigenza di seconda fascia riservando al personale interno una quota del 30% attraverso (riportiamo testualmente) “progressioni interne basate sulla valutazione del merito e delle competenze”.

Ci pregiamo di evidenziare che la scrivente O.S. ha chiesto circa un anno fa (cfr.all.2 e 3) all’Amministrazione giudiziaria di indire un “concorso riservato “per titoli e colloquio” per coprire i posti di dirigente amministrativo attualmente vacanti, riconoscendo un punteggio comunque diversificato in relazione all’anzianità di servizio, ai Direttori Amministrativi, ai Funzionari Giudiziari che hanno diretto le cancellerie ed ai Funzionari UNEP che hanno diretto gli Uffici NEP, a condizione che abbiano superato un concorso pubblico per l’accesso.

Un concorso riservato sarebbe legittimo e doveroso per riconoscere il merito, i sacrifici e l’abnegazione dei dipendenti e, sicuramente funzionale, al miglioramento della macchina della Giustizia”.

Ci auguriamo che la “previsione Brunetta” possa avere il dovuto seguito nel Ministero della Giustizia consentendo ai meritevoli di “far carriera” nell’amministrazione giudiziaria.

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“Previsione dell’area delle alte professionalità”

Nelle schede del Dipartimento della Funzione Pubblica, in materia di mobilità verticale, è espressamente previsto un percorso di crescita per il personale della Pubblica Amministrazione con la previsione (in sede di contrattazione collettiva nazionale) “di un’ulteriore area per l’inquadramento del personale di alta specializzazione che si aggiunge alle tre oggi previste. (…) le progressioni degli interni tra le aree avverranno con procedura comparativa basata sulla valutazione del dipendente, sull’assenza di procedimenti disciplinari, sul numero e tipologia degli incarichi rivestiti”.

Confintesa FP non può che accogliere con estremo favore una così chiara indicazione governativa che va nella direzione richiesta da decenni.

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Signori Ministri, Confintesa FP persegue gli stessi obiettivi dichiarati da Questo Governo, in alcuni casi riteniamo che i percorsi siano diversi da quelli finora intrapresi perché non vogliamo dimenticare eccellenze e sacrifici del personale già in servizio e non vogliamo illudere una nuova generazione ma vogliamo, anche noi, risolvere dalla base i reali problemi del Ministero della Giustizia ed in tal senso daremo ogni contributo.

Restiamo a disposizione per ogni confronto.

Cordiali saluti
                                                                                   Segretario Generale
                                                                                       (Claudia Ratti)

 Prot. 56 osservazioni sul piano di assunzione con allegati

 

 

 

FUA 2019 E PROGRESSIONI ECONOMICHE

concesso termine fino al 30 settembre per procedere

Confintesa FP, dopo lettere e diffide senza risultati concreti ha convocato il Ministero della Giustizia innanzi il Tribunale di Roma per “accertare e dichiarare che la mancata indizione delle procedure di selezione per le progressioni economiche orizzontali all’interno delle aree con le risorse del FRD 2018 (ex FUA) e la mancata negoziazione integrativa annuale per stabilire i parametri, i requisiti, i termini e quant’altro necessario per le ridette procedure e per quelle riferite al FRD 2019 e 2020 integra condotta antisindacale nei confronti delle parti ricorrenti e per l’effetto disporre l’immediata cessazione di tale comportamento … ”.

Abbiamo promosso l’azione giudiziale (ex art. 28 Statuto lavoratori, per la precisione) a difesa di tutti i lavoratori del Ministero della Giustizia (il FUA coinvolge tutti i Dipartimenti) perché il Covid non deve essere una scusa per non affrontare i problemi che nel Ministero della Giustizia sono patologici, anche per la mancanza di personale, a prescindere dalla pandemia.

Non a caso a distanza di esattamente quattro anni abbiamo voluto noi fare il bilancio esaminando articoli e rispettive scadenze del protocollo di intesa sottoscritto il 26 aprile 2017 ed è emerso che sia stata attuata la sola parte dell’accordo che ha risolto i problemi dell’Amministrazione e non quella che avrebbe riconosciuto qualcosa ai dipendenti, in sintesi, i dipendenti hanno pagato il prezzo ma non hanno avuto nulla.

Abbiamo lamentato che si siano perse le tracce dell’ipotesi di accordo FUA 2019, abbiamo lamentato che l’inerzia del Ministero della Giustizia non consentirà a migliaia di lavoratori di ottenere la progressione economica, tra questi moltissimi pensionandi che non potranno avere un qualcosa in più sulla pensione.

Il Ministero della Giustizia non sta facendo nulla? Mai detto (né pensato) che il Ministero (nelle persone dei Capi Dipartimento e Direttori Generali) sia nullafacente, abbiamo invece sostenuto che gli accordi presi con i Sindacati (e, quindi, con il personale) non sono stati rispettati perché si è dato altre priorità, diverse dalla gratificazione del personale che da decenni aspetta e che Confintesa FP vuole difendere.

All’udienza svoltasi presso il Tribunale di Roma, innanzi al Giudice Ottavio Picozzi, Confintesa FP ha dichiarato la propria disponibilità ad un rinvio al 30 settembre 2021 attendendo la soluzione dei problemi sollevati perché a noi lo scontro non piace ma quando è inevitabile si fa in nome della “Giustizia”, della “Lealtà” e della “Verità”, abbiamo voluto ed ottenuto una data certa entro la quale il Ministero abbia il tempo di fare e non di promettere di voler fare, perché non vogliamo essere un sindacato in più ma un Sindacato diverso e cerchiamo di dimostrarlo in ogni occasione.

Segretario Generale

(Claudia Ratti)

FLASH 14 ESITO UDIENZA TRIBUNALE ROMA

Traccia la tua rotta verso una stella e supererai qualsiasi tempesta” Leonardo da Vinci

FUA 2018 – Fondo di sede del Ministero della Giustizia

Ci sono voluti solleciti con molteplici formulazioni e tanta attesa dei lavoratori, per giungere alla sottoscrizione dell’Accordo che consentirà ai colleghi della sede ministeriale, ultimi rimasti sull’intero territorio nazionale, di ricevere il pagamento del FUA fondo di sede 2018.

Confintesa FP ha contestato fermamente la proposta iniziale dell’Amministrazione (che prevedeva la distribuzione della quota della maggiorazione amministrazione centrale 2018 destinandola ad una parte del personale coinvolto in “situazioni di particolare impegno, debitamente documentato e motivato, profuso in attività di carattere eccezionale ed aventi rilevanza nazionale”). Abbiamo deciso di sottoscrivere l’accordo solo nel momento in cui si è ottenuto di destinare il 15% della quota stanziata per le articolazioni del DOG e il DAG e ripartita tra gli uffici dirigenziali generali sulla base del personale assegnato nell’anno di riferimento con il limite di Euro 500,00 massimo pro-capite. Il rimanente 85% confluirà nel 20% della quota FUA 2018, stanziata per il Fondo di sede e destinata alla ulteriore valorizzazione e remunerazione degli apporti individuali, incrementando così la quota risorse della medesima articolazione in favore del personale impegnato nella corrispondente attività amministrativa.

La nostra O.S. ha sempre contestato i ritardi nelle contrattazioni del FUA, così come abbiamo sempre contestato le distribuzioni c.d. a pioggia perché riteniamo che il sistema premiante debba essere la meritocrazia, perché siamo convinti che i progetti, gli obiettivi da raggiungere debbono essere preventivamente condivisi e successivamente premiati sulla base del risultato ottenuto considerando tutto il personale coinvolto remunerandolo individualmente sulla base del risultato raggiunto. Continueremo a lottare perché questi principi (per noi di base ed irrinunciabili) vengano affermati anche nel Ministero della Giustizia così come avviene in altri Ministeri e P.A.

La prassi di dover contrattare a distanza di anni, uno o più accordi FUA “a saldo” con colleghi dell’anno di riferimento che risultano cessati, pensionati o, peggio ancora, deceduti senza ancora vedersi riconosciuto quanto dovuto e valutati da dirigenti che (spesso) erano in altri uffici nell’anno di riferimento, deve finire.

Alleghiamo l’Accordo sottoscritto. 

FLASH 13 – FUA 2018 Fondo di sede Ministero

FUA 2018_AmmCentrale

 

CARA MINISTRA …

7th Mag
2021
Non Attivo

FLASH 12 INCONTRO CON IL MINISTRO

Nell’incontro del 5 maggio Confintesa FP ha esposto sinteticamente alla Ministra Cartabia alcuni dei problemi dell’Amministrazione giudiziaria e possibili soluzioni, riservandosi di approfondire ogni questione in un documento da trasmettere a breve. Abbiamo evidenziato che gli accordi sottoscritti con l’amministrazione restano inattuati (in tutto o
in parte) e comunque sono sempre applicati con troppo colpevole ritardo, snaturandone la natura a danno dei lavoratori, qualche esempio?

– Accordo del 2010 per il passaggio tra la I e la II area degli ausiliari, mai banditi.
– FUA, trattato ed erogato sempre in ritardo (pur trattandosi di pochi spiccioli).
– Banca delle ore, questo sconosciuto… eppure è previsto in un CCNL 1998/2001!
– Posizioni Organizzative, nel DOG mai contemplate.
– Accordo per la mobilità del personale, con scadenze ben precise non rispettate.
– Protocollo di intesa, 24 aprile 2017: mancano ancora progressioni per il personale. L’elenco potrebbe continuare ma per ora ci fermiamo qui, quel che è certo che per alcune di queste inadempienze Confintesa FP ha attivato l’articolo 28 contro il Ministero della Giustizia, udienza giugno.

Quanto al piano di assunzioni annunciato con selezione solo per titoli teme che si creino migliaia di nuovi precari e non solo, ancora una volta sarebbe di fondamentale importanza valorizzare prima le risorse interne e non invece perdere l’ennesima occasione per farlo.

Infine, a proposito di concorsi, si è suggerito, ancora una volta, di bandire un concorso per dirigenti dando la possibilità ai direttori già in servizio di essere valutati prioritariamente riconoscendo tutto il lavoro ultradecennale svolto per l’Amministrazione.

Nel Ministero della Giustizia ci sono tante eccellenze da valorizzare, occorre dare una prospettiva e una possibilità di carriera per dare nuova motivazione (ormai spenta) e suscitare affezione dei dipendenti già in servizio, in posizione di responsabilità da anni e mai valorizzati.

Ci auguriamo che la nuova Ministra dimostri una sensibilità diversa per il “suo” personale, noi le diamo un grosso in bocca al lupo, per l’ardua impresa che l’attende!

ACCORDI E DISACCORDI, È TEMPO DI BILANCI

27th Apr
2021
Non Attivo

Da quel famoso 26 aprile 2017, data in cui noi insieme ad alcune (e non tutte) le sigle sindacali abbiamo sottoscritto il protocollo di intesa, sono passati esattamente quattro anni e non abbiamo voluto correre il rischio che il Ministero della Giustizia applicasse, sua sponte, una sorta di prescrizione quinquennale agli Accordi tanto voluti quanto disattesi.

A modo nostro abbiamo voluto idealmente “interrompere i termini” dichiarando lo stato di agitazione nel mese di gennaio 2021, scrivendo alla nuova Ministra una nota a titolo di promemoria degli impegni presi dai suoi predecessori e, da ultimo, citando il Ministero della Giustizia innanzi il Tribunale di Roma.

A distanza di esattamente quattro anni abbiamo voluto noi fare il bilancio esaminando articoli e rispettive scadenze, è emerso che sia stata attuata la sola parte dell’accordo che ha risolto i problemi dell’Amministrazione e non quella che avrebbe riconosciuto qualcosa ai dipendenti. In sintesi, i dipendenti hanno pagato il prezzo ma non hanno avuto nulla.

Semplice coincidenza? Per toglierci il dubbio siamo passati ad esaminare l’accordo sulla mobilità del 15 luglio 2020 questa volta sottoscritto da tutte le sigle sindacali.

A parte che sul sito del Ministero della Giustizia non vi è traccia, è un accordo che prevede delle tempistiche precise per gli interpelli (i primi due a novembre e a dicembre 2020 non sono stati fatti), l’informatizzazione per velocizzarli, gli interpelli prima delle assunzioni, la possibilità di trasferimento al di fuori delle procedure di interpello per i portatori di handicap.

Anche qui … alcuni articoli sono stati prontamente applicati mentre altri completamente disattesi.

Ancora una volta l’impressione ricevuta è che laddove il problema è dell’Amministrazione l’accordo esiste, mentre se il problema lo vive il dipendente e l’accordo lo tutela, l’accordo non viene applicato.

Ed ancora … nella sede ministeriale non è stato ancora contrattato il fondo di sede 2018 mentre l’ipotesi di accordo 2019 è passata nel dimenticatoio. Siamo oramai ad aprile 2021 con un’inerzia del Ministero della Giustizia che non consentirà ai prossimi pensionandi di poter avere una riqualificazione economica.

Ci chiediamo come voglia utilizzare il Ministero i risparmi di spesa ottenuti con la mancata corresponsione del buono pasto dovuta allo Smart-working, dell’indennità di amministrazione e della R.I.A. dei cessati dal servizio che se non utilizzati per le assunzioni possono confluire nel F.R.D.

I mesi passano ma i problemi dei lavoratori giudiziari non solo restano ma si accrescono insieme all’intolleranza ed alla sfiducia verso lo Stato ed i Sindacati, come dar torto?

Come possiamo difendere noi e l’Amministrazione se a oltre due mesi dal Suo insediamento veniamo convocati senza un preciso ordine del giorno per parlare, tutti insieme, dei generici problemi del Ministero della Giustizia?

Quando si affronteranno i problemi dei lavoratori giudiziari che da tempo meriterebbero attenzione e soluzione?

PROT. 49 ACCORDI DISATTESI

Flash 10 ACCORDI DISATTESI

Casualità, esistono?

26th Apr
2021
Non Attivo

I prossimi appuntamenti.

Fissata al 7 giugno 2021 l’udienza per l’azione promossa da Confintesa FP presso il Tribunale di Roma, fissata per:    

accertare e dichiarare che la mancata indizione delle procedure di selezione per le progressioni economiche orizzontali all’interno delle aree con le risorse del FRD 2018 (ex FUA) e la mancata negoziazione integrativa annuale per stabilire i parametri, i requisiti, i termini e quant’altro necessario per le ridette procedure e per quelle riferite al FRD 2019 e 2020 integra condotta antisindacale nei confronti delle parti ricorrenti e per l’effetto

– disporre l’immediata cessazione di tale comportamento e quindi

– ordinare al Ministero della Giustizia in persona del l.r.p.t., in applicazione degli artt. 2, 21 e 31 del CCNI 2010, dell’art. 18 del CCNL 2006/2009 e dell’art. 77 del CCNL 2016/2018 di avviare le negoziazioni integrative annuali riferite al FRD degli anni 2019 e 2020 ed indire le procedure selettive per la progressione economica orizzontale dei suoi dipendenti non dirigenti finanziate con le risorse FRD 2018 e, a tal fine, di adottare tutti i provvedimenti ed atti necessari onde rimuovere definitivamente gli effetti di tale comportamento.

La Ministra della Giustizia ha convocato le OO.SS. (tutte insieme…personale dirigente e non dirigente)  per il 5 maggio 2021.

convocazione Ministro Cartabia

 

 

Scelta delle sedi nel concorso per cancelliere esperto, mancata applicazione dell’accordo di mobilità e chiarimenti su interpello…

26th Apr
2021
Non Attivo

Nel prendere atto che le Commissioni d’esame presso le Corti d’Appello stanno procedendo celermente ad effettuare gli esami relativi al concorso per cancellieri esperti (anche per la percentuale piuttosto bassa dei candidati) sono a segnalare una problematica già verificatasi nel concorso per direttori, connessa alla mancata trasparenza della procedura di assegnazione delle sedi e degli uffici, in base alle preferenze indicate dai vincitori, così come richiesto dal Ministero.
I vincitori, pubblicata la graduatoria finale, sono stati invitati ad inviare una semplice e-mail al Ministero indicando l’ordine di preferenza delle sedi e degli uffici messi a disposizione e, a seguito di queste e-mail, il Ministero ha provveduto alle assegnazioni, senza darne alcuna evidenza. Per il concorso per “cancellieri esperti” in luogo della già menzionata procedura, riteniamo più corretto e trasparente adottarne una simile a quella effettuata recentemente (periodo gennaio/febbraio 2021) ai fini dell’assegnazione delle sedi per i magistrati ordinari in tirocinio, gestita dal Csm con la collaborazione delle Corti d’Appello.
A nostro avviso il Ministero potrebbe delegare l’organizzazione della procedura di scelta della sede e degli uffici da parte dei vincitori del concorso alle Corti d’Appello dei distretti interessati alle nuove assunzioni, presso le quali convocare tali vincitori, eventualmente a scaglioni se in numero alto, in modo da garantire l’osservanza delle misure di sicurezza anti Covid.
La scelta della sede avverrebbe in modo trasparente e contestuale anche, eventualmente, garantendo un collegamento in videoconferenza con il Ministero.
Ciascun vincitore secondo l’ordine della graduatoria, presente nella sede della Corte d’Appello del distretto di destinazione, indicherebbe la sede e l’ufficio prescelto, a seguire tutti gli altri in graduatoria, che potrebbero scegliere le sedi rimaste e da coprire.
Coloro che fossero impossibilitati a presenziare per legittimo impedimento potranno esprimere la loro scelta in relazione alle sedi a disposizione per mezzo di una persona delegata.
In subordine, immediatamente dopo l’uscita della graduatoria finale, dovrebbe almeno essere garantita la trasparenza e la pubblicazione delle assegnazioni delle sedi e degli uffici, nonché delle preferenze indicate dai vincitori.
Mancata applicazione dell’accordo di mobilità
Non possiamo esimerci dall’evidenziare il mancato rispetto delle scadenze previste dall’accordo sottoscritto lo scorso 15 luglio 2020 con l’Amministrazione; un articolato concernente i nuovi criteri di mobilità del personale dell’organizzazione giudiziaria che prevedeva un interpello straordinario in casi di eccezionali situazioni di criticità in specifici ambiti territoriali (artt. 3 e 6); due tipologie di interpelli ordinari, uno nazionale e uno di sede (artt. 3, 4 e 5) e interpelli di assestamento prima di nuove assunzioni. Il D.L. n. 34/2020 ha previsto tre concorsi straordinari per il reclutamento di 400 direttori, 150 funzionari giudiziari e 2700 cancellieri e non si è proceduto ad attivare la procedura di interpello stabilita dall’accordo prima delle nuove assunzioni.
L’inadempienza dell’Amministrazione sta comportando una grave violazione dei diritti acquisiti dai lavoratori che – da oltre 20 anni – attendono la pubblicazione dell’interpello.
Chiarimenti su interpello
Infine, ma non per importanza, non si è compresa l’informativa prot. 86183 pervenuta in data odierna avente ad oggetto “Misure per la riqualificazione del personale con qualifica di cancelliere esperto ai sensi dell’art. 21-quater, d.l. 27 giugno 2015, n. 83” ma riportante nel testo la comunicazione di “un interpello di mobilità, rivolto al solo personale già in servizio presso l’amministrazione giudiziaria, per gli uffici di nuova istituzione dei procuratori europei distrettuali (PED), che operano sul territorio italiano nell’ambito della procura europea (EPPO)”.
Alla luce di quanto esposto, CONFINTESA FP chiede:
1) procedure trasparenti per la scelta delle sedi da parte dei neo Cancellieri;
2) il pieno rispetto dell’accordo di mobilità
3) di comprendere l’attinenza tra la riqualificazione del cancelliere esperto e il contenuto della nota.
Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale
(Claudia Ratti)

PROT.47 2021 -TRASPARENZE PROCEDURE SEDI E INTERPELLI

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