Operatori giudiziari: finisce l’incubo della precarietà. Ora subito il tempo pieno

Dopo anni di incertezza, arrivano i contratti a tempo indeterminato per circa 300 operatori giudiziari. Confintesa FP: “Un risultato che restituisce dignità e serenità a centinaia di famiglie. Ringraziamo il Ministro Nordio e il Capo di Gabinetto Bartolozzi. Ma la battaglia continua: ora il passaggio al full-time”


Dopo anni di attese e con la scadenza del 6 marzo che incombeva come un’ombra su centinaia di lavoratori, il Ministero della Giustizia ha avviato l’invio dei contratti per la stabilizzazione a tempo indeterminato di circa 300 operatori giudiziari. Nei prossimi giorni il percorso sarà completato per tutti gli interessati.

“Dietro questo atto amministrativo – dichiara Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa Funzione Pubblica – ci sono 300 persone, 300 famiglie, mutui, figli, progetti di vita rimasti sospesi per anni in attesa di una firma. Oggi si chiude finalmente un periodo di angoscia che questi lavoratori hanno vissuto con grande senso di responsabilità, continuando a garantire il funzionamento degli uffici giudiziari”.

Confintesa FP riconosce il ruolo determinante del vertice politico del Ministero.
“Questo risultato porta la firma del Ministro Carlo Nordio e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, che stanno portando avanti con una determinazione rara un piano di stabilizzazione di migliaia di lavoratori della Giustizia. Hanno compreso nei fatti – non solo a parole – che dietro i numeri ci sono persone, e che la Giustizia può funzionare solo se chi ci lavora ogni giorno lo fa con serenità. A loro va il nostro ringraziamento sincero”.

Il sindacato rivendica anche il lavoro svolto in questi anni.
“Confintesa FP questa battaglia l’ha fatta propria dal primo giorno. Abbiamo portato le istanze dei colleghi nei corridoi di Via Arenula con interlocuzioni costanti, lettere formali e, quando necessario, con lo sciopero. Non abbiamo fatto proclami: abbiamo lavorato, con determinazione e coerenza, convinti che la Giustizia avesse bisogno di queste professionalità e che questi lavoratori meritassero un posto sicuro”.

La stabilizzazione rappresenta un traguardo fondamentale, ma non definitivo.
“La firma del contratto a tempo indeterminato mette in sicurezza il futuro di 300 famiglie ed è motivo di orgoglio per tutti. Ma la dignità lavorativa passa anche da un trattamento economico e orario pieno. Per questo la nostra prossima, immediata battaglia sarà il passaggio dal part-time al full-time. Non è accettabile che colleghi finalmente stabilizzati restino confinati in un orario ridotto. La nostra azione continuerà con la stessa forza finché non sarà garantito a tutti il diritto al tempo pieno”.

“Oggi festeggiamo un risultato importante – conclude Ratti – ma da domani si ricomincia. Perché il lavoro stabile è un punto di partenza, non di arrivo.”

Torna in alto