Roma, 8 settembre 2025 – La vicenda della stabilizzazione dei precari della Giustizia torna al centro del dibattito sindacale. Dopo le dichiarazioni del Ministero, che tramite il portale Gnews ha annunciato l’avvio “entro il mese di ottobre 2025” di una selezione comparativa nei distretti territoriali e negli uffici centrali, le sigle firmatarie del CCNL – CISL FP, UNSA Confsal, FLP e Confintesa FP – hanno indirizzato una nota ufficiale al Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, Lina Di Domenico, e al Direttore Generale del Personale e della Formazione, Mariaisabella Gandini.
Al centro della contestazione, la difformità tra quanto comunicato dal Ministero e le rassicurazioni fornite dallo stesso Dipartimento lo scorso 28 luglio, a margine del sit-in di protesta dei lavoratori interessati. In quell’occasione, la dott.ssa Di Domenico aveva infatti ribadito che l’amministrazione intende procedere alla stabilizzazione del maggior numero possibile di addetti PNRR, centralizzando la procedura a Roma e prevedendone l’avvio all’inizio del 2026, con un intervento del Ministro Nordio per reperire le risorse necessarie nella prossima legge di bilancio.
“È indispensabile chiarire numeri, tempi e modalità della procedura” – sottolinea Confintesa FP, che con forza ribadisce l’urgenza di un confronto trasparente con i sindacati rappresentativi. “Parliamo di migliaia di lavoratori che da anni garantiscono con professionalità il funzionamento degli uffici giudiziari, i quali oggi vivono nell’incertezza più totale. Non si possono alimentare false aspettative né consentire speculazioni da parte di sigle non firmatarie del contratto.”
La questione, evidenziano i sindacati, non è solo occupazionale ma anche strutturale: gli uffici giudiziari hanno un disperato bisogno di personale per continuare a funzionare. Per questo, CISL FP, UNSA Confsal, FLP e soprattutto Confintesa FP, che negli ultimi mesi ha guidato con determinazione la mobilitazione dei precari, chiedono l’apertura immediata di un tavolo negoziale.
Se non arriveranno risposte rapide e soddisfacenti, le organizzazioni sono pronte a rilanciare la protesta con nuove iniziative di mobilitazione.

