Nel confronto con la delegazione di parte pubblica sul Fondo risorse decentrate 2024, Claudia Ratti richiama il Ministero a una visione complessiva della macchina giudiziaria: “La giustizia funziona perché funzionano tutti, dagli ausiliari ai dirigenti”
Nel corso dell’incontro di oggi, 6 maggio 2026, tra organizzazioni sindacali e delegazione di parte pubblica, dedicato al Fondo risorse decentrate 2024, Confintesa FP ha posto con forza un tema che attraversa oggi il personale del Ministero della Giustizia: il rischio che la legittima valorizzazione degli addetti all’Ufficio per il Processo finisca per oscurare il ruolo, l’impegno e la professionalità di tutto il restante personale amministrativo.
A intervenire è stata Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa FP, che ha rappresentato il disagio e l’amarezza di molti lavoratori rispetto ad alcuni messaggi istituzionali e dichiarazioni pubbliche nelle quali, a giudizio dell’organizzazione, il riconoscimento rivolto agli AUPP non è stato accompagnato da un pari richiamo alla centralità dell’intera comunità lavorativa della Giustizia (vedi messaggio del ministro Nordio in occasione della celebrazione del 1 Maggio).
Confintesa FP ha ribadito di non mettere in discussione il valore degli addetti UPP, né l’importanza del percorso di stabilizzazione, sostenuto anche attraverso scelte sindacali responsabili. Tuttavia, ha sottolineato Ratti, la macchina giudiziaria funziona perché vi contribuiscono tutti: ausiliari, operatori, assistenti, funzionari, direttori, dirigenti e personale in servizio da decenni, spesso chiamato a reggere carichi crescenti e trasformazioni organizzative continue.
Il punto politico sollevato da Confintesa FP riguarda anche la lettura dell’accordo sulle famiglie professionali. Ratti ha ricordato il percorso complesso che ha condotto alla sottoscrizione dell’intesa, precisando che quel risultato è stato possibile grazie a un equilibrio faticosamente raggiunto nel corso dell’ultimo anno grazie alle capacità di Giusy Bartolozzi, Lina Di Domenico ed Isabella Gandini nel quale ciascuna parte ha compiuto un passo indietro per contemperare le attitudini e capacità dei lavoratori con la funzionalità del Ministero della Giustizia. Proprio per questo, eventuali interpretazioni che attribuiscano all’Ufficio per il Processo una centralità esclusiva o non coerente con lo spirito dell’accordo richiederebbero, secondo Confintesa FP, una seria riflessione e potrebbe portare alla revoca della propria firma dall’accordo se snaturato.
Chi la lavorato incessantemente per mesi senza orari e festivi, può sapere quello che si intendeva firmare e non si consentirà a nessuna parte politica, sindacale e amministrativa di farlo a danno di tutti i lavoratori dimenticati.
Il Vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha risposto assicurando che il Ministero non intende penalizzare nessuno e che l’obiettivo resta quello di rafforzare l’efficienza complessiva della giustizia, nel rispetto dei diritti di tutti i lavoratori. Ha inoltre ribadito la rilevanza degli AUPP nel raggiungimento degli obiettivi PNRR, richiamando il contributo dato alla riduzione dei tempi del processo e annunciando future linee guida per definirne puntualmente il ruolo nel contesto organizzativo degli uffici.
Per Confintesa FP, tuttavia, il punto resta chiaro: nessuna riorganizzazione può essere costruita su una narrazione parziale del lavoro giudiziario. La sfida dell’efficienza non può poggiare su una sola figura professionale, ma deve riconoscere il valore dell’intera filiera amministrativa, senza la quale nessun obiettivo, nazionale o europeo, sarebbe realmente raggiungibile.
A breve un incontro per discutere del fondo risorse decentrate 2025, altro impegno assunto a settembre con il Ministro Nordio.


