Il nostro sindacato interviene sul convegno promosso dalla FP CGIL a Firenze e solleva il tema della corretta contabilizzazione delle ore formative del personale giudiziario. Al centro della richiesta inviata al DOG, la necessità di criteri chiari, uniformi e validati dall’Amministrazione per evitare equivoci su assenze di servizio e monte ore obbligatorio
Confintesa FP ha trasmesso una richiesta urgente di chiarimenti al Ministero della Giustizia in merito alla possibilità di riconoscere come attività formativa utile al raggiungimento delle 40 ore annuali obbligatorie un convegno sindacale promosso da altra sigla sindacale presso il Palazzo di Giustizia di Firenze.
La nota, indirizzata al Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, al Direttore Generale del Personale e della Formazione e ai vertici degli uffici giudiziari del Distretto di Firenze, prende spunto dall’iniziativa “Un’altra idea di Giustizia”, in programma il 14 maggio 2026, presentata dagli organizzatori come evento “a carattere formativo” utile al completamento del monte ore annuo previsto per il personale.
Secondo Confintesa FP, la questione investe un profilo generale di corretta applicazione delle direttive sulla formazione pubblica. Pur riconoscendo la piena legittimità dell’iniziativa sindacale e dei temi affrontati — dalla riforma della giustizia alla stabilizzazione del personale PNRR, fino alle carenze di organico e alla contrattazione integrativa — il sindacato evidenzia come tali contenuti non possano essere automaticamente assimilati alla formazione istituzionale computabile ai fini degli obblighi formativi individuali.
Nel documento si sottolinea che la formazione del personale pubblico, anche nel comparto Giustizia, presuppone un preciso percorso di programmazione e validazione da parte dell’Amministrazione competente: individuazione dei fabbisogni formativi, assegnazione ai dipendenti, tracciabilità della partecipazione, verifica dell’apprendimento e inserimento nei piani formativi ufficiali previsti dal PIAO e dalla programmazione del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria.
Per Confintesa FP, l’autonoma qualificazione di un evento come “formativo” da parte del soggetto promotore rischia di produrre conseguenze rilevanti sia sul piano organizzativo sia su quello giuridico. Da un lato, potrebbe indurre il personale a ritenere valide, ai fini delle 40 ore, attività non formalmente riconosciute dall’Amministrazione; dall’altro, potrebbe determinare incertezze sul corretto titolo di assenza dal servizio durante la partecipazione all’iniziativa.
Il sindacato chiede quindi un chiarimento formale su quattro punti principali: la computabilità delle ore dell’evento nel monte formativo individuale; il corretto inquadramento amministrativo dell’assenza del personale; l’eventuale necessità di una comunicazione urgente agli uffici giudiziari di Firenze per evitare contabilizzazioni improprie; e infine l’adozione di criteri generali, preventivi e uniformi per disciplinare eventi promossi da soggetti esterni, incluse le organizzazioni sindacali.
Nella parte conclusiva della nota, Confintesa FP precisa che l’intervento non è volto a limitare le prerogative sindacali, ma a tutelare la neutralità dell’Amministrazione, la parità di trattamento tra le diverse sigle e la certezza delle regole applicabili al personale. Una posizione che, partendo dal caso concreto di Firenze, apre un tema più ampio sul rapporto tra attività sindacale, formazione pubblica e gestione del lavoro negli uffici giudiziari.
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