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Giustizia: le organizzazioni sindacali replicano ad ANM e CGIL. “Quasi 500 milioni investiti per assunzioni e stabilizzazioni”

Ratti, Confintesa FP: “Dopo aver garantito la stabilizzazione di migliaia di lavoratori, ora si torni all’ordinario. Il contratto va rispettato”

Roma, 19 giugno 2026 – Le organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi sottoscritti con il Ministero della Giustizia respingono le critiche rivolte in queste ore da ANM e CGIL sulle politiche di assunzione e stabilizzazione del personale giudiziario e rivendicano i risultati ottenuti negli ultimi anni attraverso il confronto sindacale.

Secondo le sigle firmatarie, le affermazioni secondo cui non sarebbero stati realizzati interventi concreti per colmare le carenze di organico non trovano riscontro nei dati programmatori dell’Amministrazione. Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione prevede infatti investimenti per oltre 487 milioni di euro destinati ad assunzioni e stabilizzazioni presso il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, comprendendo il percorso di stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo, dei tecnici, degli assistenti e di altre figure professionali essenziali al funzionamento degli uffici.

Per le organizzazioni sindacali, si tratta del più rilevante piano di rafforzamento degli organici realizzato negli ultimi decenni, costruito attraverso un lungo lavoro negoziale che ha consentito di coniugare l’esigenza di assicurare continuità occupazionale a migliaia di lavoratori precari con quella di garantire efficienza al sistema giustizia.

Le sigle firmatarie evidenziano inoltre come l’Ufficio per il processo sia già pienamente inserito nell’impianto dell’ordinamento professionale definito con il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulle Famiglie Professionali sottoscritto il 29 aprile scorso, accordo che individua specifici percorsi professionali e valorizza le competenze maturate dal personale coinvolto.

Al centro delle preoccupazioni sindacali resta invece il contenuto del decreto-legge n. 100/2026, che interviene su materie riconducibili all’organizzazione del lavoro e agli assetti professionali già disciplinati dalla contrattazione collettiva.

«Confintesa FP non torna sui numeri, che parlano da soli e che il confronto al Ministero ha già messo agli atti», dichiara Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa FP. «Aver contribuito alla stabilizzazione di quasi diecimila persone ha risposto a un’esigenza precisa: tenere insieme la stabilità di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori e la funzionalità degli uffici giudiziari».

«Chiusa la stagione del PNRR e raggiunto quell’obiettivo – prosegue Ratti – è all’ordinario che occorre ora guardare. Se servono magistrati si assumano magistrati, se serve personale di cancelleria lo si assuma, perché un sistema non si regge impiegando le sole risorse interne per coprire ogni necessità, ma destinando ciascuna professionalità alla funzione che le è propria».

Per Confintesa FP il nodo centrale resta il rispetto delle regole della contrattazione collettiva.

«Non si interviene per via d’urgenza sull’impiego concreto del personale a poche settimane dalla firma del contratto integrativo sulle famiglie professionali. Un’urgenza, qui, non c’è. La correzione del testo in sede di conversione, sulla quale il Ministro Nordio si è impegnato, non è una concessione alle organizzazioni sindacali. È il ripristino del metodo che la contrattazione impone ed è la ragione per cui Confintesa FP la sosterrà fino in fondo».

Le organizzazioni sindacali confermano infine la richiesta che il Parlamento intervenga in sede di conversione del decreto per ricondurre la disciplina delle professionalità e dell’organizzazione del lavoro nell’ambito delle prerogative riconosciute dalla legge alla contrattazione collettiva.

LEGGI LA NOTA UNITARIA: i numeri del piao smentiscono Anm e Cgil – spesi 500 milioni per le assunzioni –

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