Dura presa di posizione del nostro sindacato sulla nota del Dipartimento per l’innovazione tecnologica: contestate le valutazioni sul personale, richieste rettifiche formali, pagamento degli incentivi e attuazione delle progressioni interne ferme da oltre dieci anni
Roma, 23 marzo 2026 – Confintesa FP interviene con una nota formale indirizzata al Dipartimento per l’innovazione tecnologica della giustizia (DIT) per esprimere forti riserve sulla qualificazione del personale contenuta in un documento interno richiamato dalla recente circolare ministeriale dell’11 marzo 2026.
Al centro della contestazione, la definizione del personale come “numericamente, anagraficamente e qualitativamente insufficiente”, giudizio che il nostro sindacato respinge con fermezza, chiedendone la rettifica con un atto ufficiale di pari rango.
Una crisi organizzativa riconosciuta, ma spiegata male
Confintesa FP non nega il quadro critico delineato dal Dipartimento: 26 uscite di personale in poco più di un anno, in gran parte dimissioni volontarie, rappresentano un segnale evidente di sofferenza organizzativa. Ma per il nostro sindacato la lettura delle cause è profondamente errata.
Le dimissioni – si legge nella nota – non dimostrano una carenza del personale, bensì l’incapacità dell’Amministrazione di trattenere risorse qualificate in un contesto che non ha garantito adeguato riconoscimento professionale ed economico. Un problema, quindi, di gestione e non di competenze.
Già nell’aprile 2025 Confintesa FP aveva segnalato le criticità, senza ricevere riscontro. Anche i tentativi di rafforzamento dell’organico si sono rivelati insufficienti: a fronte delle 14 unità previste con interpello straordinario, ne sono state assegnate solo 4.
“Ageismo istituzionale” e lesione della dignità professionale
Particolarmente grave, secondo il sindacato, è il riferimento all’età anagrafica come elemento di insufficienza. Una valutazione che viene definita “ageismo istituzionale”, in contrasto con la normativa antidiscriminatoria e lesiva della dignità dei lavoratori.
Confintesa FP ricorda come proprio il personale oggi definito “anagraficamente avanzato” abbia guidato la transizione digitale della giustizia, garantendo continuità operativa e formazione anche per le società esterne coinvolte nei servizi informatici.
Ancora più netta la contestazione sul piano qualitativo: il personale del DIT, pur in condizioni di organico ridotto, ha modernizzato sistemi obsoleti, costruito infrastrutture strategiche e svolto funzioni complesse come RUP e DEC.
Attribuire una generica “insufficienza qualitativa” – sottolinea il sindacato – non solo è infondato, ma danneggia la reputazione professionale dei lavoratori.
Formazione assente e dipendenza dall’esterno
Confintesa FP individua una delle cause strutturali del divario di competenze nella mancanza di un piano formativo continuo.
L’assenza di investimenti sulla crescita interna ha prodotto una progressiva dipendenza da soggetti esterni, soprattutto nella gestione dei contratti informatici più rilevanti. Un fenomeno che, secondo il nostro sindacato, non dimostra debolezza del personale, ma evidenzia precise responsabilità organizzative.
Funzioni tecniche: legittime, ma mai riconosciute economicamente
Altro nodo centrale riguarda le funzioni tecniche svolte dal personale.
Confintesa FP contesta l’affermazione secondo cui incarichi come RUP e DEC sarebbero stati svolti “in via emergenziale” da personale non adeguato. Non esiste, infatti, alcuna norma che impedisca l’assegnazione di tali funzioni agli assistenti, molti dei quali possiedono lauree e competenze tecniche pienamente coerenti. Anzi, il nostro sindacato evidenzia un paradosso: se tali funzioni fossero davvero improprie, verrebbe meno la validità degli atti amministrativi adottati nel tempo.
Sul piano economico, la situazione è ancora più critica. Il personale ha svolto attività tecniche rilevanti (RUP, DEC, RIO, collaudo, verifica), ma non ha mai percepito gli incentivi previsti dalla normativa vigente.
Nonostante richieste formali e una diffida inviata nel giugno 2025, l’Amministrazione non ha dato seguito al pagamento. Confintesa FP annuncia quindi possibili azioni a tutela dei lavoratori.
Progressioni bloccate da oltre dieci anni
Il documento richiama anche una questione strutturale irrisolta: l’attuazione dell’art. 21-quater del D.L. 83/2015. La norma prevedeva procedure interne per il passaggio all’Area Funzionari, già attuate per alcune categorie, ma mai applicate al personale tecnico informatico.
Una mancata attuazione che dura da oltre un decennio e che, secondo il sindacato, genera una contraddizione evidente: si nega al personale la possibilità di avanzamento e, contemporaneamente, lo si giudica insufficiente per il livello superiore.
Le richieste di Confintesa FP
Alla luce delle criticità evidenziate, Confintesa FP formula tre richieste precise:
- Rettifica formale della qualificazione del personale e riconoscimento del contributo professionale fornito negli anni;
- Pagamento degli incentivi arretrati per le funzioni tecniche svolte dal 2021;
- Attuazione immediata delle progressioni interne previste dalla legge per gli assistenti informatici.
Disponibilità al confronto, ma stop allo scarico di responsabilità
Il nostro sindacato ribadisce la disponibilità a un confronto costruttivo, ma pone un limite chiaro: non è accettabile che le criticità derivanti da scelte organizzative e gestionali vengano scaricate sul personale. Una presa di posizione netta che riapre il confronto sul ruolo strategico del DIT e sulla necessità, sempre più urgente, di valorizzare le competenze interne per garantire l’efficienza della giustizia digitale.
Leggi di seguito i documenti integrali:




