Confintesa Funzione Pubblica alza il tono dello scontro con il Ministero della Giustizia sul nuovo concorso per 2.970 unità di personale, pubblicato il 25 luglio 2025 sul portale inPA. Con una formale diffida e messa in mora, indirizzata anche alla Commissione Interministeriale RIPAM e ai vertici della Funzione Pubblica, il nostro sindacato guidato da Claudia Ratti chiede l’immediato ritiro in autotutela del bando, definito “viziato da gravi illegittimità e segnato da una palese condotta antisindacale”.
Secondo Confintesa FP, la procedura concorsuale – che prevede 2.600 posti per Assistenti (Area II) e 370 per Funzionari (Area III) – si pone in palese contrasto con i piani di fabbisogno e con il PIAO 2025-2027, ribaltando le priorità fissate dallo stesso Ministero: la stabilizzazione e la valorizzazione del personale già in servizio, in particolare dei funzionari addetti all’Ufficio per il Processo (UPP) e degli altri precari PNRR.
Tra le contestazioni principali mosse dal sindacato:
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Profili professionali atipici e non conformi al CCNL, con figure ibride che rischiano di generare contenziosi;
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Dequalificazione del personale UPP, laureato e già inquadrato come funzionario, a cui viene offerta solo una stabilizzazione al ribasso nell’Area Assistenti;
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Doppio vantaggio illegittimo per gli AUPP, cui il bando riserva sia posti che punteggi aggiuntivi, in violazione della par condicio;
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Mancata attivazione della mobilità interna, obbligatoria in base all’Accordo del 15 luglio 2020;
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Pubblicazione estiva del bando, interpretata come un tentativo di ridurre le possibilità di reazione sindacale e legale.
Confintesa FP denuncia anche la violazione delle relazioni sindacali, ricordando che è ancora in corso la trattativa per il nuovo CCNI e per la definizione delle famiglie professionali. Pubblicare il bando con profili già strutturati, sostiene il sindacato, “svuota di senso il negoziato e costituisce condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori”.
La richiesta è chiara: annullare in autotutela il bando e riformularlo, partendo da un interpello di assestamento per la mobilità del personale di ruolo. In caso di mancato riscontro entro 30 giorni, Confintesa FP annuncia ricorso al TAR del Lazio e al Giudice del Lavoro per la repressione della condotta antisindacale, riservandosi di chiedere anche il risarcimento dei danni.
“Questo concorso – conclude la segretaria generale Claudia Ratti – tradisce gli stessi principi di buon andamento e valorizzazione delle competenze dichiarati dal Ministero. Non permetteremo che migliaia di lavoratori qualificati vengano declassati e che la trasparenza venga calpestata”.


