La diffida presentata da un gruppo di Direttori contro la procedura di progressione interna accende il dibattito sulla legittimità dell’interpello. Confintesa FP replica: la procedura è prevista dagli accordi pattizi e serve a sanare un ritardo storico dell’Amministrazione, non a bypassare il concorso pubblico.
Il Ministero della Giustizia ha avviato una procedura interna (interpello) per consentire a funzionari già in servizio, in possesso dei titoli richiesti, di accedere al ruolo di Direttore.
Si tratta di una misura prevista da accordi sindacali e finalizzata a recuperare ritardi accumulati per anni nelle progressioni professionali.
Un gruppo di Direttori, tramite lo Studio legale Pileggi, ha però inviato una diffida contro questa procedura, sostenendo che:
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l’accesso al ruolo di Direttore dovrebbe avvenire solo tramite concorso pubblico;
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la procedura interna costituirebbe una sorta di “sanatoria”;
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l’allargamento della platea rischierebbe di svalutare il ruolo.
Confintesa FP ha risposto con una presa di posizione netta, respingendo integralmente la diffida e ribaltando la prospettiva: il problema non è la procedura, ma il mancato rispetto degli impegni assunti dall’Amministrazione.
La memoria contrattuale: il CCNI 2010
Per comprendere la vicenda, Confintesa FP richiama il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del 2010, che ha definito l’identità professionale dei Direttori e previsto meccanismi di progressione interna.
Quel contratto non è un dettaglio tecnico, ma una pietra angolare: ha restituito dignità e funzioni specifiche alla figura del Direttore e ha imposto all’Amministrazione obblighi precisi.
Il “debito storico” verso i lavoratori
Il nodo centrale è il mancato rispetto dell’articolo 22 del CCNI 2010, che prevedeva verifiche annuali per le progressioni economiche e professionali.
Per oltre dieci anni, queste verifiche non sono state effettuate. Nel frattempo, migliaia di lavoratori hanno garantito il funzionamento degli uffici giudiziari, spesso svolgendo mansioni superiori senza riconoscimento economico o giuridico.
Secondo Confintesa FP, i funzionari oggi coinvolti nelle procedure non sono beneficiari di privilegi, ma titolari di un diritto maturato nel tempo.
L’errore dell’Amministrazione: la cronologia invertita
Confintesa FP individua la causa del conflitto in una scelta dell’Amministrazione: nel 2020 è stato bandito un concorso pubblico per 400 Direttori senza aver prima completato le procedure interne previste dall’Accordo del 2017. Questa inversione ha creato l’attuale tensione tra personale interno e nuovi Direttori. Bloccare oggi l’interpello significherebbe colpire il legittimo affidamento dei lavoratori interni, maturato prima del concorso esterno.
Nessuna scorciatoia, ma rispetto delle regole
Confintesa FP respinge l’idea che la procedura sia una sanatoria. L’interpello è riservato a personale qualificato, già in servizio e in possesso degli stessi titoli richiesti per l’accesso dall’esterno. Non si tratta di aggirare il concorso pubblico, ma di applicare accordi pattizi e sanare ritardi accumulati dall’Amministrazione.
Area EP e futuro delle carriere
La vicenda si intreccia con un tema più ampio: l’Area delle Elevate Professionalità (EP). Secondo Confintesa FP, negare oggi il valore dell’esperienza interna significa compromettere domani le possibilità di accesso dei Direttori all’Area EP. Se si affermasse il principio del concorso esterno come unica via, l’Amministrazione potrebbe escludere anche i Direttori dalle progressioni future.
Un conflitto che riguarda tutta la categoria
Per Confintesa FP, la posta in gioco non è una disputa tra colleghi, ma il modello di carriera nel pubblico impiego.
Da un lato, una visione rigida che privilegia il concorso esterno; dall’altro, un’idea di valorizzazione dell’esperienza, della continuità professionale e del rispetto degli accordi. Il nostro sindacato ribadisce la propria linea: difendere i diritti dei lavoratori interni oggi significa difendere il futuro della categoria domani. E lancia un messaggio politico chiaro: dividere la categoria significa indebolirla; riconoscere il valore del lavoro interno significa rafforzare l’amministrazione e la giustizia.
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Prot.2 riscontro Comitato Direttori (1) NOTA-VERBALE-CCNL-2022 Prot.2 riscontro Comitato Direttori

