La disciplina introdotta dal Centro per la Giustizia Minorile riduce diritti, penalizza economicamente il personale e contraddice CCNL e indicazioni istituzionali. Il nostro sindacato chiede la sospensione delle note e l’apertura urgente del confronto
Roma, 28 gennaio 2026 – Confintesa FP interviene con una formale contestazione nei confronti del Centro per la Giustizia Minorile per la Lombardia, denunciando gravi criticità nelle nuove disposizioni sul lavoro agile adottate per il personale dell’Interdistretto lombardo.
Le note dirigenziali emanate tra il 27 e il 28 gennaio 2026, secondo l’organizzazione sindacale, presentano profili di illegittimità e incoerenza rispetto al quadro normativo vigente e al CCNL Funzioni Centrali, con effetti negativi sia sui diritti dei lavoratori sia sull’organizzazione complessiva del servizio.
Orario di lavoro e penalizzazioni economiche
Uno dei punti più critici riguarda la previsione di un orario di sei ore per le giornate di lavoro agile. Una scelta che, in assenza di una base normativa o contrattuale, altera l’orario convenzionale ordinario e contrasta con l’art. 14 del CCNL, che impone la piena equivalenza tra prestazione in presenza e prestazione da remoto.
Secondo Confintesa FP, la rimodulazione unilaterale dell’orario si traduce in una riduzione indiretta dei trattamenti economici, con particolare riferimento all’esclusione del buono pasto nelle giornate di lavoro agile. Una misura che, oltre a penalizzare il personale, snatura le finalità dell’istituto, nato per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro.
Accordo individuale e distorsioni procedurali
Il nostro sindacato contesta inoltre l’impostazione adottata nella gestione del lavoro agile, che introduce criteri e passaggi procedurali non previsti dalla normativa.
La richiesta di documentazione attestante “difficoltà oggettive” per accedere al lavoro agile trasforma infatti l’istituto da modalità ordinaria di organizzazione del lavoro a misura eccezionale legata a situazioni personali. Un approccio che rischia di generare applicazioni disomogenee e arbitrarie, sganciate da criteri organizzativi chiari e condivisi.
Criticità emergono anche nel riparto delle competenze: il meccanismo di “doppia valutazione”, che sovrappone le decisioni del Centro per la Giustizia Minorile a quelle delle strutture operative territoriali (IPM e USSM), comprime l’autonomia gestionale delle direzioni locali e introduce duplicazioni decisionali prive di fondamento organizzativo.
Contraddizioni con le indicazioni istituzionali
Confintesa FP evidenzia una profonda incoerenza tra i principi dichiarati nelle note – che richiamano il benessere organizzativo e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – e le misure concretamente adottate, che introducono restrizioni procedurali ed economiche di segno opposto.
Particolarmente significativa è la contraddizione con le indicazioni del Prefetto di Milano, che ha invitato le amministrazioni pubbliche a favorire il massimo ricorso al lavoro agile per ridurre la congestione della mobilità urbana durante le Olimpiadi. Le limitazioni introdotte – come il tetto massimo di due giornate settimanali e la riduzione dell’orario convenzionale – finiscono per vanificare tale indirizzo istituzionale.
Nel contesto lombardo, caratterizzato da elevata complessità organizzativa e criticità strutturali nella gestione del personale, l’adozione di misure restrittive rischia di compromettere l’efficienza dell’azione amministrativa e di ridurre l’attrattività dell’Amministrazione, svuotando di contenuto le innovazioni introdotte dal CCNL 2022–2024.
Le richieste di Confintesa FP
Alla luce delle criticità rilevate, Confintesa FP chiede:
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la sospensione immediata delle disposizioni contestate;
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la convocazione urgente, entro cinque giorni, di un incontro per l’apertura del tavolo di confronto sindacale ai sensi del CCNL;
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il ripristino di una disciplina del lavoro agile coerente con il quadro normativo e contrattuale vigente.
In assenza di un riscontro tempestivo, la nostra organizzazione sindacale annuncia l’attivazione delle sedi competenti per la tutela delle prerogative sindacali e dei diritti del personale.
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