Lettera al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria: al centro il nodo dei rimborsi per viaggio e pernottamento durante il ciclo SNA. “Serve un chiarimento immediato prima dell’avvio delle attività in presenza”
Roma, 20 aprile 2026 – Una richiesta formale di chiarimenti, ma anche un segnale politico e sindacale preciso: Confintesa FP interviene sul tema del trattamento economico dei neo-dirigenti del Ministero della Giustizia, vincitori del concorso per 54 posti di seconda fascia presso il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG), oggi ridotti a 50 unità effettivamente assunte.
Con una nota indirizzata ai vertici del Dipartimento, la Federazione solleva un punto destinato a incidere concretamente sulle condizioni di ingresso nella dirigenza pubblica: il rimborso delle spese di viaggio e pernottamento per la partecipazione alle sessioni in presenza del XXXV ciclo di formazione della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA).
Il nodo: spese vive a carico dei neo-dirigenti?
Secondo le segnalazioni raccolte da Confintesa FP, ai vincitori sarebbe stato informalmente rappresentato che la partecipazione alle attività formative non configurerebbe missione o trasferta. Di conseguenza, i costi per spostamenti e soggiorni a Roma resterebbero interamente a carico dei singoli dirigenti.
Un orientamento che, se confermato, produrrebbe effetti economici immediati e rilevanti: la maggior parte dei vincitori risiede infatti fuori dalla capitale e dovrà sostenere spese significative per partecipare a un percorso formativo obbligatorio, della durata complessiva di un anno, con prime sessioni fissate già per il 5 e 6 maggio 2026.
Formazione obbligatoria e responsabilità dell’Amministrazione
Confintesa FP richiama un principio chiaro: la formazione iniziale dei dirigenti non è un’attività facoltativa, ma parte integrante del servizio. In quanto tale, rientra tra i compiti istituzionali dell’amministrazione, che deve farsi carico anche degli oneri connessi.
La distinzione è netta: non si tratta di indennità di trasferta – abolite nel 2005 – ma di rimborso di spese documentate, tuttora previsto dalla normativa vigente. Titoli di viaggio e fatture alberghiere rappresentano costi reali, non comprimibili, che non possono essere trasferiti sui dipendenti in assenza di una base normativa esplicita.
Le criticità: atti contraddittori e vuoti formali
La Federazione evidenzia anche una contraddizione interna agli atti dell’Amministrazione. I neo-dirigenti sono stati formalmente assegnati, per il periodo di tirocinio, a uffici giudiziari territoriali individuati in prossimità della residenza.
In questo contesto, risulta difficilmente sostenibile considerare Roma come sede di servizio ai soli fini dell’esclusione dei rimborsi per la formazione. Una doppia qualificazione che rischia di generare incertezza giuridica e disparità di trattamento.
Inoltre, l’incarico dirigenziale – e quindi la sede di servizio effettiva – non è ancora stato conferito. Un elemento che rende ancora più fragile l’ipotesi di una sede “fittizia” nella capitale.
Il tema delle risorse: copertura già disponibile
Confintesa FP affronta anche il profilo finanziario, respingendo preventivamente eventuali obiezioni legate alla mancanza di fondi. La procedura concorsuale era stata autorizzata per 54 dirigenti, mentre gli assunti sono 50: le risorse stanziate e non utilizzate risultano, secondo la Federazione, ampiamente sufficienti a coprire le spese di trasferta per l’intero ciclo formativo.
Da qui la richiesta di trasparenza: conoscere il capitolo di bilancio su cui gravano tali costi e la relativa disponibilità residua.
La richiesta: un atto formale e tempi certi
Confintesa FP chiede al Dipartimento di formalizzare per iscritto, con atto accessibile ai vincitori e all’organizzazione sindacale, il regime economico-amministrativo applicabile alla partecipazione alle sessioni SNA.
In particolare, si sollecita una presa di posizione chiara sulla qualificazione della partecipazione come missione e sul conseguente diritto al rimborso delle spese. Il tempo è un fattore decisivo: la prima sessione in presenza è imminente e i neo-dirigenti devono organizzare per tempo trasferte e soggiorni.
La questione va oltre il singolo caso. Per Confintesa FP, caricare sui neo-dirigenti i costi della formazione obbligatoria significherebbe introdurre un precedente grave, con effetti negativi non solo sul piano economico, ma anche su quello motivazionale e reputazionale. In una fase in cui la pubblica amministrazione fatica ad attrarre e trattenere competenze qualificate, un simile approccio rischierebbe di indebolire ulteriormente la capacità del sistema di valorizzare le nuove professionalità.
Confintesa FP resta disponibile al confronto, ma avverte: in assenza di risposte chiare e tempestive, saranno valutate tutte le iniziative a tutela degli interessi rappresentati, anche nelle sedi competenti.


