Il nostro sindacato chiede al Ministero della Giustizia di rinviare la scadenza della procedura per 1.500 passaggi all’Area dei Funzionari. Secondo Confintesa FP, il requisito dei cinque anni di servizio penalizza oltre il 75% dei Cancellieri esperti del concorso 2020 esclusivamente per una diversa data di immissione in servizio, decisa dall’Amministrazione e non dai lavoratori
Roma, 30 giugno 2026. Confintesa Funzione Pubblica ha chiesto al Ministero della Giustizia di prorogare i termini del bando di progressione del 26 giugno 2026, che dispone il passaggio di 1.500 unità dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari.
Il requisito dei cinque anni di esperienza, computati dalla data di immissione in possesso, esclude la maggior parte dei vincitori del concorso per 2.700 Cancellieri esperti del 2020: partecipa circa il ventiquattro per cento, immesso entro il 29 luglio 2021, mentre resta fuori oltre il settantacinque per cento, immesso tra settembre e ottobre 2021. A dividere i vincitori dello stesso concorso e della stessa graduatoria è solo la data di immissione, scaglionata distretto per distretto dall’Amministrazione.
Per Confintesa FP la distinzione, fondata su poche settimane non imputabili ai dipendenti, contrasta con gli articoli 3 e 97 della Costituzione. L’organizzazione chiede la proroga del termine a non prima del 31 ottobre 2026, l’ampliamento della dotazione dell’Area dei Funzionari e l’avvio delle procedure ancora attese per contabili, assistenti informatici e assistenti linguistici.
«Chiediamo una correzione di buon senso, prima che di diritto», dichiara il Segretario Generale, Avv. Claudia Ratti. «Nessuno può essere escluso dalla carriera per il giorno in cui è stato chiamato in servizio.»
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