Il 1° ottobre 2026 era atteso come il giorno dei rinforzi negli uffici giudiziari, ma nelle sedi del Nord i rinforzi non sono arrivati. Negli uffici censiti da Confintesa FP le assunzioni si sono fermate a meno della metà dei vincitori del concorso per 2.600 assistenti, e in Lombardia appena al 12%. Il Tribunale di Milano ne attendeva 94 e ne ha accolti 5, mentre ad Asti, Cuneo, Ivrea, Verbania e Aosta le postazioni preparate per i nuovi colleghi sono rimaste vuote.
Ci sono tre facce dello stesso problema e Confintesa FP le ha evidenziate tutte.
La prima riguarda gli uffici, che devono continuare a funzionare. Udienze, cancellerie, esecuzioni e notifiche non si sospendono in attesa del nuovo personale, e il peso ricade su chi è già in servizio: personale e dirigenti che da anni garantiscono l’attività con organici gravemente ridotti, coprendo più ruoli contemporaneamente e rinviando ferie e trasferimenti. Se i vincitori non arrivano proprio dove servivano di più, chi è già in servizio continua a sostenere da solo un carico che il concorso avrebbe dovuto ridurre.
La seconda riguarda i vincitori. A scoraggiarli non sono il clima né la lontananza dal mare, ma un affitto che assorbe buona parte di uno stipendio d’ingresso. Se si vuole che qualcuno vada a lavorare al Nord, bisogna renderlo sostenibile: Confintesa FP chiede foresterie negli immobili pubblici, alloggi a condizioni agevolate, un contributo di prima sistemazione, un’indennità per chi sceglie di restare e un punteggio aggiuntivo nella mobilità che faccia di quelle sedi una tappa del percorso professionale e non una destinazione senza ritorno. Misure da comunicare ai vincitori prima che scelgano la sede, e non dopo che hanno rinunciato.
La terza riguarda chi è in servizio da anni lontano dalla propria famiglia e sostiene affitti, viaggi e rinunce in attesa di un trasferimento. L’Accordo sulla mobilità del 2020 stabilisce che, prima di nuove assunzioni, l’Amministrazione deve bandire l’interpello di assestamento, così da offrire prima al personale in servizio i posti disponibili. Questa volta l’interpello non è stato bandito, e una parte dei posti nelle sedi più richieste è stata assegnata prima che chi li attendeva potesse concorrervi. Confintesa FP chiede che venga bandito subito e che preceda ogni nuovo scorrimento della graduatoria: è quanto prevedono gli accordi, ed è la condizione perché chi ha garantito per anni il funzionamento degli uffici abbia finalmente una risposta.
Il paradosso: mentre a Brescia il Tribunale ha accolto 2 assistenti su 18, quattro tecnici di amministrazione assunti con il PNRR, che in quegli uffici hanno lavorato per oltre tre anni, sono rimasti senza lavoro perché non prorogati e non stabilizzati per mancanza di posti in pianta organica. Confintesa FP ne chiede l’assunzione: negli uffici che non riescono a trovare personale, lasciare a casa chi è già formato è una scelta difficile da spiegare ed accettare.
I nostri articoli precedenti
- Concorso assistenti giudiziari: prima l’assestamento interno, poi le nuove assegnazioni (7 maggio 2026)
- Nota prot. n. 27 sull’interpello di assestamento (20 maggio 2026)
- Assistenti giudiziari, stop alle sedi: il Ministero corregge il tiro
- Riassegnare le sedi dopo le stabilizzazioni per evitare centinaia di posti vacanti
- Nota prot. n. 47 sull’interpello di assestamento (6 luglio 2026)
- Assistenti: scelta sede unica per tutti i vincitori, come chiesto da Confintesa FP


