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FRD 2024, un Fondo senza precedenti per la Giustizia: ora la parola ai territori

Fondo Risorse Decentrate 2024: al via la fase attuativa. Le risorse sono assegnate ai distretti e si apre la contrattazione di sede. Tra gli elementi dell’anno: circa 80 milioni di euro di risorse PNRR che si aggiungono alla dotazione ordinaria. Confintesa FP: «Tutto il personale avrà la propria quota, ma le diverse voci non arriveranno necessariamente insieme»

È partita la fase attuativa del Fondo Risorse Decentrate 2024: con le circolari del 9 e dell’11 giugno le risorse sono assegnate ai distretti e si apre la contrattazione di sede. Per evitare letture parziali e aspettative non corrispondenti alla realtà, Confintesa FP fornisce un quadro chiaro di ciò che spetta, a chi e con quali tempi.

Il 2024 non è un anno ordinario. Alle risorse consuete del Fondo – storicamente collocate, per l’Amministrazione giudiziaria, intorno ai 72-80 milioni di euro (71,9 milioni nel 2023, 80,1 milioni nel 2022) – si aggiungono per il 2024 circa 80 milioni di euro di risorse PNRR (art. 23 del DL 19/2024), del tutto assenti negli anni precedenti.

È l’elemento che rende questo Fondo eccezionale: per il personale amministrativo degli uffici giudiziari la dotazione complessiva arriva quasi a raddoppiare.

Una precisazione è doverosa, proprio per evitare equivoci.
Si tratta di una dotazione complessiva, non di un importo individuale: quelle risorse sono legate al raggiungimento degli obiettivi civili degli uffici – riduzione dell’arretrato e disposition time – e si ripartiscono tra il personale amministrativo dei soli uffici giudicanti.
Sono ingenti, ma vanno suddivise tra molti e restano condizionate ai risultati conseguiti.

Il meccanismo non premia una categoria a scapito di un’altra, ma riequilibra le posizioni.
Gli uffici giudicanti destinatari delle risorse PNRR (Tribunali e Corti d’appello) ricevono gli incentivi PNRR, ma il loro Fondo di sede è ridotto dal coefficiente di perequazione 0,6.
Le Procure e le Procure generali, invece, non ricevono gli incentivi PNRR ma conservano il Fondo di sede pieno, con coefficiente 1, senza decurtazioni. Quello che si riceve in una voce si compensa con ciò che si cede in un’altra: nessun lavoratore è escluso.

Il FRD 2024 coinvolge tutto il personale non dirigenziale in servizio, l’importo varia in funzione della valutazione e dell’ufficio di appartenenza – non il diritto a partecipare.
Le componenti sono tre.

La performance individuale spetta a tutto il personale con una valutazione di punteggio pari o superiore a 20, nella stessa misura per giudicanti e requirenti. L’importo cresce con il punteggio, secondo i coefficienti 0,40 (punteggi tra 20 e 40), 0,80 (tra 41 e 80) e 1,00 (tra 81 e 100). Al 5% con la valutazione più elevata è riconosciuta una maggiorazione (coefficiente 1,30): è l’eccezione, non la regola.

Il Fondo di sede è la quota più consistente: almeno l’80% è destinato a produttività e merito (assiduità e parametri di area), non oltre il 20% alla performance individuale. Si distribuisce al personale presente e si definisce sede per sede, in contrattazione decentrata.
Alle Procure si applica il coefficiente pieno (1); agli uffici giudicanti PNRR il coefficiente 0,6.

Gli incentivi PNRR (art. 23 del DL 19/2024) riguardano il personale amministrativo di Tribunali, Corti d’appello e Corte di cassazione e premiano i risultati dell’ufficio sulla riduzione dell’arretrato civile e sul disposition time civile. Per la loro natura non spettano agli uffici requirenti.

Sui tempi non esiste una data unica per tutte le componenti, poiché i percorsi di liquidazione sono diversi.
La performance individuale e gli incentivi PNRR non passano dalla contrattazione di sede: sono liquidati dall’Amministrazione centrale sulla base delle valutazioni e dei risultati degli uffici, ed è la parte che in linea di principio può essere erogata per prima.
Il Fondo di sede richiede invece un passaggio ulteriore: la contrattazione decentrata in ciascuna sede, da concludere entro 60 giorni dalla comunicazione, la sottoscrizione dell’accordo locale e il successivo controllo dell’Ufficio centrale del bilancio.
Solo dopo il via libera si procede al pagamento in busta paga, tramite cedolino unico.

Ne consegue che tutto il personale percepirà la propria quota, ma l’erogazione delle diverse componenti non sarà necessariamente contestuale. Si tratta di un meccanismo fisiologico, non di un’anomalia.

Il nostro impegno è presidiare la contrattazione di sede attraverso i nostri delegati e le R.S.U., perché i criteri locali siano chiari ed equi, e sollecitare tempi rapidi nei passaggi di competenza centrale. Vigileremo inoltre perché il coefficiente di perequazione 0,6 resti applicato ai soli uffici giudicanti PNRR, senza estensioni improprie alle Procure, contestando ogni riparto non conforme.

Ai lavoratori chiediamo di segnalare ogni possibile anomalia ai nostri delegati o per email a giustizia@confintesafp.it.

FRD_2024_circolari

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