ROMA – La pazienza dei lavoratori della Giustizia è messa a dura prova. Nonostante la firma dell’accordo sul Fondo Risorse Decentrate (FRD) per il 2023, avvenuta lo scorso 23 giugno, le somme attese non sono ancora state accreditate. A denunciare il grave ritardo sono le organizzazioni sindacali Cisl FP, UNSA Confsal e Confintesa FP, che in una nota congiunta inviata alla Direzione Generale del Bilancio e della Contabilità e al Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, chiedono un intervento immediato.
L’accordo, che costituisce il titolo per il pagamento del salario accessorio e delle prestazioni rese nel 2023, è stato sottoscritto con grande attesa, ma a distanza di oltre due mesi, le sedi territoriali come le Corti d’Appello, le Procure Generali e gli Uffici Centrali, non hanno ricevuto i fondi necessari. Mancano, in particolare, le risorse per le indennità legate a particolari posizioni, per la performance individuale e per il cosiddetto “fondo di sede”.
Le sigle sindacali sottolineano l’ingiustificata lentezza dell’amministrazione, che si aggiunge al già significativo ritardo nella firma dell’accordo stesso, avvenuta a quasi un anno di distanza dall’ipotesi di intesa. “Tale ritardo è ingiustificato in quanto l’accordo sul pagamento del FRD è immediatamente esigibile all’atto della firma”, si legge nella comunicazione firmata dai segretari Marra (Cisl FP), Battaglia (UNSA Confsal) e Ratti (Confintesa FP).
Di fronte a questa situazione, i sindacati, firmatari del vigente CCNL del comparto Funzioni Centrali, esigono che l’Amministrazione provveda “senza ulteriori indugi” alle formalità di accredito. L’obiettivo è duplice: permettere il pagamento immediato delle indennità e della performance individuale, e consentire l’apertura dei tavoli di negoziazione per definire i criteri di pagamento del fondo di sede presso ogni Ufficio sede di RSU.
La nota si conclude con un chiaro avvertimento: Cisl FP, Unsa Confsal e Confintesa FP si riservano “libertà di iniziativa in caso di ulteriore negativo riscontro”.

