Dopo quindici anni dall’ultimo aggiornamento, il Ministero della Giustizia ha pubblicato il nuovo Ruolo di anzianità del personale. Un atto che, invece di rafforzare la trasparenza, si rivela un clamoroso paradosso: i dati si fermano al 1° gennaio 2022, risultando quindi già obsoleti di oltre tre anni.
A rendere la vicenda ancora più grave, l’invito rivolto ai dipendenti a segnalare errori e incongruenze: una pratica che contraddice il principio del once only (D.Lgs. 33/2013) e che spetta ai dirigenti, non ai lavoratori. E c’è di più: nel Ruolo figurano persone cessate dal servizio, trasferite, passate ad altre amministrazioni o addirittura decedute, mentre mancano i nuovi assunti degli ultimi anni.
“Dopo quindici anni di attesa – dichiara Claudia Ratti, Segretario Generale di Confintesa FP – ci saremmo aspettati un documento aggiornato e utile, non un elenco vecchio e inaffidabile. Scaricare sui lavoratori la correzione dei dati significa tradire i principi di trasparenza e buon andamento”.
Confintesa FP ha chiesto chiarimenti al Ministero, tempi certi per un Ruolo realmente aggiornato e la garanzia che la responsabilità rimanga in capo all’Amministrazione.

